Veemente e forte bevitore, Gauguin era solito descriversi come un selvaggio. La sua stretta ma travagliata amicizia con l'altrettanto irascibile Vincent van Gogh culminò in un violento incidente nel 1888, quando Van Gogh avrebbe affrontato Gauguin con un rasoio e successivamente si sarebbe tagliato un orecchio. Poco dopo, dopo aver completato uno dei suoi capolavori, La visione dopo il sermone (1888), Gauguin si trasferì a Tahiti con l'intenzione di fuggire da tutto ciò che di artificiale e convenzionale c'era nel mondo. La gioia sconfinata che Gauguin trovò nella natura di Tahiti, nella gente dell'isola e nelle immagini figurative, permeò una prolifica produzione di dipinti e stampe.
In opere come Ragazza con fiore (Vahine no te Tiare, 1891) e Dolce sogno (Nave Nave Moe, 1894) Gauguin sviluppò uno stile distinto e primitivista, che emanava solarità e colore. Fedele a una sensualità esotica, le sue pennellate si concentrano soprattutto sulle curve delle donne tahitiane.
Gauguin morì in solitudine in un altro angolo della Polinesia Francese, nelle Isole Marchesi, e molti dei suoi documenti e oggetti personali scomparvero nelle aste locali. La sua grande influenza sull'arte, in particolare sui membri della nuova generazione dell'avanguardia francese come Picasso e Matisse, iniziò a essere pienamente apprezzata solo quando un abile mercante d'arte iniziò a esporre le opere di Gauguin a Parigi.
Questa introduzione essenziale all'artista svela il suo mondo colorato, dai salotti impressionisti della Parigi del 1870 ai suoi ultimi giorni nel Pacifico, una vita produttiva e appassionata fino alla fine.